Vittorio Sgarbi inanella un tutto esaurito ad Alzano Lombardo.


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Vittorio Sgarbi presentato da Mario Mazzoleni, Presidente della Fondazione Mazzoleni


Lunedì 30 dicembre il critico e storico dell’arte più mediatico d’Italia, invitato dalla Fondazione Mazzoleni, ha tenuto incollati alla poltroncine (e molti per terra) più di seicento persone dentro l’auditorium di Piazza Caduti di Nassiryia. Uno Sgarbi funambolico il quale, oltre ad approfondire il tema della serata (la pittura geniale di Caravaggio concepita sull’eredità dei predecessori), ha richiamato all’attenzione del pubblico aspetti di stretta attualità: la strage di Parigi, il “Natale” sospeso da un preside di Rozzano, la decisione “illuminata” del presidente Sergio Mattarella di portare una mostra di presepi in Quirinale e la “tranquillità” dell’Italia sul fronte degli attentati perpetrati dai fondamentalisti islamici. Il tutto condito con pepata oratoria.

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Vittorio Sgarbi spiega un’opera la fuga dall’Egitto di Caravaggio


In sottofondo una citazione di Benedetto Croce: quella che afferma “che non possiamo non dirci cristiani”. E un invito stentoreo: quello di affermare e divulgare la tanta bellezza fiorita attorno alle nostre radici cristiane. “La maggior parte delle immagini del mio ultimo libro “Dal Cielo alla Terra, da Michelangelo a Caravaggio” sono opere d’arte che attingono dal sacro. Il cristianesimo è inscindibile dalla bellezza”.

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Il pubblico accorso numeroso alla conferenza di Sgarbi


Sgarbi si rammarica di quanto nella società contemporanea questo binomio venga ripetutamente tradito. “Guardate come costruiscono le chiese oggi. La volta, lo spazio che richiama il cielo che dialoga con la terra, è sparita. I nostri luoghi sacri sono scatole nè più, nè meno come questo auditorium senza bellezza. Io sono laico, ma la cultura italiana è impregnata di segni religiosi per cui non ce ne dobbiamo vergognare. Quei professori e presidi che vogliono negare il Natale e i crocefissi (da Abano a Rozzano), sono solo delle “capre” che non conoscono le proprie radici. Io sono orgoglioso di essere italiano. La nostra arte è la più immensa al mondo“.

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Sgarbi si intrattiene con un monsignore di Bergamo


L’ex sindaco di Salemi che telefonò al Berlusconi premier per impedire le concessioni delle basi aeree trapanesi per gli attacchi alla Libia per non pregiudicare il turismo culturale tranquillizza su possibili attentati Isis in Italia. “L’Isis ci sta facendo vedere orrori che neanche il nazismo poteva farci immaginare. Ma l’Italia forse si salverà perché i mussulmani ci vedono come dei buffoni e ci ridono in faccia: basta pensare a Matteo Renzi che sembra uscito da un film di Pieraccioni“. Applausi, autografi tanti e selfie. (Bruno Silini) Google

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Sgarbi fotografato con una sua ammiratrice


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Il pubblico in fila per una copia autografata dell’ultimo libro di Sgarbi


L’intervista a Sgarbi concessa dopo la serata

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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