Gianfranco Masper sul tema delle zone omogenee appare come una sveglia dalla sonorità dirompente che di lunedì mattina interrompe bruscamente il bel sogno nel quale ci si cullava.

zone omogenee
Perchè il Coordinatore Enti Locali per la Lega Nord a Bergamo non crede affatto che le undici zone di Matteo Rossi, prontamente addocchiate da Giorgio Gori per la creazione della Grande Bergamo, siano un paradiso amministrativo costellato da virtuosismi in termini di efficienza e risparmio oppure un ritrovato di moderna gestione del territorio che releghi al passato un certo decrepito barocchismo istituzionale. “Cerco di staccarmi da una visione di parte – chiarisce Masper – ma la cartina del Presidente Rossi mi sembra una di quelle fughe premature che scandiscono il Giro d’Italia riassorbite molto prima della conclusione della tappa. Per essere terra terra le zone omogenee appaiono come la fabbricazione del tetto di una casa alla quale, però, mancano le fondamenta. E’ sì una struttura, ma dentro c’è un imbarazzante vuoto di contenuti”. Masper ricorda che anche l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si è espressa a riguardo rimarcando l’inutilità della creazione di queste zone senza prima aver individuato risorse e obiettivi.

E poi undici zone, undici provincine – riprende Masper – Sono troppe. Come si farà a mettersi d’accordo su eventuali progetti? E ovvio che il futuro si configura attraverso una gestione sinergica dei servizi ma affrontare con una certa fretta il problema senza un minimo di prudenza produce più danni che benefici”. Una visione che va in direzione contraria rispetto alle recenti dichiarazioni Claudio Armati (Lega delle Autonomie Locali Lombardia) dove le zone omogenee palesavano opportunità  di valorizzazione delle peculiarità territoriali.Stimo Armati con il quale non mancano scambi interessanti – continua Masper – anche se in questo frangente regge il candelino a Rossi e alla parte politica che rappresenta”. “La Lega Nord – chiude Masper – non è pregiudizialmente contro l’istituzione delle zone omogenee. Critichiamo il metodo ambiguo col quale vengono utilizzate e riteniamo che non siano lo strumento idoneo a risolvere i problemi creati dalla decisione di cancellare le province con la riforma Delrio che ha avuto come unico effetto quello di lasciare il territorio bergamasco e i suoi cittadini privi di risorse e servizi importanti”. (Bruno Silini)

[mc4wp_form]
Print Friendly, PDF & Email

Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

Vedi tutti gli articoli