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La “Pasta rossa” di Angelica Gori manca forse di sale e di pepe?

La questione oggettivamente si pone: se non fosse per il nome (meglio, il cognome) se ne parlerebbe? Stiamo parlando di Angelica Gori, figlia del sindaco Giorgio, che ha trovato ampio spazio e rilievo sui media locali. Angelica viene “beatificata” da Carmen Pupo sul portale web dell’Eco di Bergamo come cantautrice che “sta riscuotendo un ottimo successo tra il pubblico“.

19 anni, maturità classica alle spalle si è trasferita a Londra certa di mettere a frutto le sue capacità artistiche e entrare così a pieno titolo nel gotha del rock internazionale. Dopo un anno però l’esperienza si risolve con un ritorno in patria. In Angelica è prevalsa la nostalgia di casa e della musica più popolare.

Infatti, s’è data all’it pop e ha mandato in onda (su Spotify) un ritornello intitolato “Pasta rossa” (evidentemente le sane tradizioni culinarie mediterranee non mentono) in duo con il chitarrista Alessandro Belotti. Angelica e Alessandro sono un gruppo in divenire: Chiamamifaro. Produttori del tutto nientemeno che Riccardo Zanotti (Pinguini tattici nucleari) con Giorgio Pesenti e Marco Ravelli.

La musica e il testo (autrice la stessa Angelica) sono senza infamia e senza lode. Parlando di pasta manca un pizzico di sale e di pepe: 4 accordi scontati. La vocalità, pur significante nell’intonazione e in qualche colore nella gamma medio – bassa appare più da brava corista di prepositurale che da aspirante rock-star…

Ma la speranza è che lo diventi. Va da sé che in quel mondo (un intreccio tra spettacolo e politica) spesso le doti artistiche si accompagnano alle entrature giuste. Se così fosse il gioco è fatto: quanti talenti nascosti si sarebbero imposti se aiutati nel momento giusto e al posto giusto.